dic 2 2009

Del rispetto del pubblico non pagante

Ieri sera sono stato a sentire un concerto che mi dicono “indie”. Siccome dicono indie sembra una cosa nuova, ma a me è sembrato un concerto come ce n’erano quindici anni fa con gruppi sconosciuti. Il concerto era aperto da Mattia Coletti, chitarrista silenzioso. Sono arrivato che sembrava stesse accordando, mi dicono che il concerto è appena iniziato. Ascolto da lontano e viene fuori che sa suonare la chitarra. L’abbiamo davvero capito che sa suonare la chitarra.

Poi, come gruppo centrale della serata si sono esibiti i Comaneci, che non sono neanche male. Delicata ed espressiva voce lei, buone sonorità alla chitarra lui. Si esibiscono in duo, ma da quanto si capisce dai video su Youtube la formazione è variabile. Non sono male, ma se penso che stanno, per me, nella fascia di She & Him, Soap & Skin o di molti altri ammericani indie, penso che abbiano ancora troppa strada da fare.

La star della serata doveva essere ?Alos che nel sito annuncia di occuparsi di musica, arte, fashion. Ha iniziato con una cerimonia fatta di offerte bacchiche e suoni gutturali e una veletta nera da prèfica. Sembrava un rito iniziatico e poi ha iniziato il concerto e ha proseguito coi suoni gutturali. Immaginate un soundcheck di un gruppo death, fatto con un ronzio di fondo alla cassa (che ronzava davvero). Dopo un po’ sono andato via, rimpiangendo le Diplofonie e triplofonie di Demetrio Stratos.

E’ vero che non ho pagato il biglietto per ascoltare la serata, ma sono andato al concerto per soddisfare le mie esigenze di spettatore: scoprire qualcosa di nuovo, qualcosa di emozionante, qualcuno che dimostrasse talento e professionalità. Mi sono trovato davanti a qualcuno che aveva bisogno di affermare il proprio ego di artistafuoridaicanoni (salvo il fatto che prima ci sono stati i Velvet underground, New York, Berlino, i CCCP, Francois Regis Cambuziat, Vincenzo Onorato, per dire).

Se tu artista non ti metti chiaro in mente di stabilire un rapporto con me spettatore o pubblico, invitandomi ad entrare nel tuo mondo, continuerai ad accordarti la chitarra da solo.

Questi sono i Comaneci.

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dic 1 2009

L’acqua del rubinetto e il social network

Non vedo perché Facebook ora, e prima altri strumenti, debbano essere considerati in maniera negativa “per loro natura”.
Il fatto che FB sia prevalentemente uno spazio ludico-ricreativo non significa nulla. Di fatto non è in alcun modo FB a determinare quali contenuti gli utenti vorranno pubblicare.Acqua di rubinetto e social network
Personalmente, ricevo per quella via una grande quantità di comunicazioni politiche e sociali, talmente fitte da diventare noiose. Evidentemente i miei contatti in gran parte si occupano di questo, tanto che negli ultimi giorni ho smesso di ignorare le applicazioni e i giochi e sono passato ad ignorare le richieste di adesione a questa o quella campagna sull’acqua.

Non sono solo le aziende a poter vedere di cosa ci interessiamo, siamo noi per primi a poter capire quali sono gli interessi delle persone ci circondano. E’ su questo che stabiliamo la forza o la debolezza di rapporti.
Certo, ci sono anche le aziende. Sono anche in birreria quando incontro i miei amici. Anzi mi incontro all’interno di uno spazio commerciale in cui se non pago il titolare non accetta la mia presenza.
Potrei invitare i miei amici nel salotto di casa. Offrirgli acqua di rubinetto e marmellata autarchicamente prodotta con qualche frutto coltivato sul balcone. Ma ho l’impressione che a molti questa apparirebbe una forzatura. Non mi scandalizza che le aziende facciano il loro lavoro.

Sono io utente a scegliere, piattaforma per piattaforma, quali informazioni sono disposto a concedere al social network.
C’è in generale una questione di autocoscienza e di autorappresentazione delle persone attraverso queste piattaforme.
Il processo iniziato nel commercio equo e solidale, per cui il consumatore prende coscienza della forza politica (in senso alto) del suo gesto d’acquisto, va trasferito all’interno dei SN. Col tempo le persone formalizzeranno codici di comportamento che troveranno vantaggiosi o svantaggiosi, in base ai loro bisogni. Si applicherà una censura o una punizione, e già il meccanismo è in atto, per quei soggetti che vorranno forzare il rapporto stabilito.

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