gen 28 2010

Il tempo dello stoccafisso. Riflessioni sul futuro.

208  400x stocco Il tempo dello stoccafisso. Riflessioni sul futuro.

Nei giorni scorsi sono stato invitato a Ripatransone, da amici, a mangiare lo stoccafisso.

Ignorando le tradizioni ripane sono caduto nell’errore di pensare ad un pranzo al ristorante. Si trattava invece di un pranzo tra amici, con cucina in casa. Così ho scoperto che a Ripatransone, per festeggiare Sant’Antonio il 17 gennaio, si organizzavano pranzi tra amici a base del merluzzo norvegese essiccato.

Già questo è un mezzo mistero per me. Come sono arrivati da noi stoccafisso e baccalà, come sono entrati nella cucina tradizionale? Non preparavamo noi stessi pesce essiccato o salato? (La risposta è sì, la domanda ulteriore è: perché non lo facciamo più?).
Torno ai ripani. Ho capito che la cucina dello stoccafisso è un fatto maschile. Le ricette venivano passate tra uomini, quasi di padre in figlio, ed era compito dell’uomo la preparazione del piatto. Inoltre al pranzo di Sant’Antonio partecipavano solo gli uomini.

Per la preparazione del piatto è necessario acquistare lo stoccafisso entro Natale. Per renderlo commestibile, infatti, andrà messo a bagno nell’acqua corrente (un filo d’acqua che scorre continuamente) per 12-14 giorni. Per poterlo mangiare al 17 gennaio bisognerà quindi avviare la preparazione quasi un mese prima. Inoltre l’essicazione del merluzzo richiede, da sola, sei mesi di tempo.

Qualche giorno dopo sono tornato a riflettere su questo pranzo.

Nella gestione dei progetti ognuno sa quanto sia importante la gestione dei tempi, la pianificazione e la sincronia del lavoro. Da qualche mese si sta affermando un web in tempo reale che, grazie a Twitter e i servizi di lifestreaming, permettono di conoscere e reagire in tempi brevi ad eventi, permettono una grande mobilitazione collettiva. Aiutano ad amplificare il sentimento del presente.

Inizio a pensare, però, che non siano strumenti efficaci per la preparazione del futuro.

Il futuro richiede un pescatore delle Lofoten, un essiccatore norvegese, un trasporto attraverso l’Europa, un negozietto di specialità, e un cuoco previdente.

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gen 20 2010

Che c’è di meglio per te? La risposta di Hunch

It’s not “What’s Best”, it’s “What’s Best for You” è il titolo dell’ultimo post sul blog di Hunch, uno dei progetti più interessanti presentati nel 2009, tanto da suscitare l’interesse di Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, che è entrato nel board della società ai primi di dicembre.

Hunch è si propone come uno strumento di aiuto nel prendere decisioni, dalla migliore destinazione per una vacanza all’opportunità di farsi un tatuaggio o di mollare il/la ragazzo/a. (Dicono loro).

La questione che pone Hunch mi sembra uno dei temi centrali di questo periodo, vale a dire la personalizzazione delle risposte a seconda dell’utente. Anche in questo senso Google ha da poco attivato il servizio “Near me now” destinato alla ricerca da apparecchio mobile ad integrazione della ricerca locale.

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