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	<title>Nelle tasche del tricheco &#187; Canzoni</title>
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	<description>Appunti e riflessioni di Fabio Curzi</description>
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		<title>Il compleanno di Filemazio</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 08:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canzoni]]></category>
		<category><![CDATA[bisanzio]]></category>
		<category><![CDATA[canzone della bambina portoghese]]></category>
		<category><![CDATA[compleanno francesco guccini]]></category>
		<category><![CDATA[cristoforo colombo]]></category>
		<category><![CDATA[gulliver]]></category>
		<category><![CDATA[odysseus]]></category>
		<category><![CDATA[signora bovary]]></category>

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		<description><![CDATA[Quante sono le domande, nelle canzoni, nei fumetti e nei romanzi di Guccini, che hanno trovato una risposta? Quanti versi si chiudono in sospeso, su una domanda a cui non si riuscirà a trovare risposta? Vent&#8217;anni fa, all&#8217;incirca, Guccini scriveva Bisanzio. Erano finiti gli anni &#8217;70 e si sentiva trasformare il mondo, in una crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quante sono le domande, nelle canzoni, nei fumetti e nei romanzi di <strong>Guccini</strong>, che hanno trovato una risposta?<br />
 Quanti versi si chiudono in sospeso, su una domanda a cui non si riuscirà a trovare risposta?<a href="http://www.fabiocurzi.it/wp-content/uploads/2010/06/bisanzio.gif"><img class="alignright size-full wp-image-393" title="Bisanzio e Guccini" src="http://www.fabiocurzi.it/wp-content/uploads/2010/06/bisanzio.gif" alt="bisanzio Il compleanno di Filemazio" width="300" height="400" /></a><br />
 Vent&#8217;anni fa, all&#8217;incirca, <strong>Guccini</strong> scriveva <strong><em>Bisanzio</em></strong>. Erano finiti gli anni &#8217;70 e si sentiva trasformare il mondo, in una crisi di punti di riferimento.<br />
 <strong>Filemazio</strong>, protomedico, matematico, astronomo, forse saggio interroga il cielo notturno di <strong>Bisanzio</strong>, in cerca delle stelle che conosce e che non vede più, perché il cielo si è mosso. Di fronte a questa forza <strong>Filemazio</strong> prova quasi un senso di paura, ma anche la forza di un&#8217;immensità che ridimensiona l&#8217;uomo e le sue miserie: <strong>che importa a questo mare essere azzurro o verde?</strong> (Gli azzurri e i verdi erano i partiti che, al tempo di Giustiniano, prendevano nome dalle squadre dell&#8217;ippodromo).<br />
 Bisanzio s&#8217;è riempita di stranieri, non si riconoscono più i Romani e i Greci.</p>
<blockquote><p>&#8220;Città assurda, città strana di questo imperatore sposo di puttana,<br />
 di plebi smisurate, labirinti ed empietà,<br />
 di barbari che forse sanno già la verità,<br />
 di filosofi e di eteree, sospesa tra due mondi, e tra due ere&#8230;&#8221;</p>
</blockquote>
<p>Come <strong>Filemazio</strong> la vedetta nella notte di <strong><em>Shomer ma mi llailah</em></strong>.<br />
 Come <strong>Filemazio</strong>, <strong><em>Gulliver</em></strong> e <em><strong>Cristoforo Colombo</strong></em> e <em><strong>Odysseus</strong></em>, incapace di stare a casa.</p>
<p>Come <strong>Filemazio</strong>, <em><strong>Bovary</strong></em>, con l&#8217;avvertenza di <strong>Flaubert</strong>: &#8220;<em>Bovary, c&#8217;est moi</em>&#8220;.<br />
 Cos&#8217;è che cerca Guccini-Bovary? Cos&#8217;è che gli impedisce di trovare pace?</p>
<blockquote><p>&#8220;Ma cosa c&#8217;è, cosa c&#8217;è&#8230;<br />
 atrii a piastrelle di stazioni secondarie,<br />
 strade più strade di avventure solitarie,<br />
 clown nella notte, valigie vuote,<br />
 piene di trucchi per tragedie immaginarie&#8230;&#8221;</p>
</blockquote>
<p><em><strong>Bovary</strong></em> è la canzone che non si chiude, appesa a quella ripetizione di &#8220;ancora&#8221;. Come se la risposta fosse lì a disposizione, individuata ma non definibile, <strong>una parola che si spezza sulle labbra</strong>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Ma che cosa c&#8217;è proprio in fondo in fondo,<br />
 quando bene o male faremo due conti,<br />
 e i giorni goccioleranno come i rubinetti nel buio<br />
 e diremo &#8220;&#8230;un momento, aspetti&#8230;&#8221; per non essere mai pronti,<br />
 signora Bovary, coraggio, pure<br />
 tra gli assassini e gli avventurieri,<br />
 in fondo a quest&#8217; oggi c&#8217;è ancora la notte,<br />
 in fondo alla notte c&#8217;è ancora, c&#8217;è ancora&#8230;.&#8221;</p>
</blockquote>
<p><strong>Guccini</strong> <strong>racconta un mondo diviso in due, tra chi &#8220;dice di sapere già ogni legge delle cose&#8221;, tra chi &#8220;vanta un orgoglio cieco&#8221; e conosce &#8220;il vero, vero&#8221;, mentre lui si mette dalla parte della bambina portoghese</strong>, che entrata per un semplice bagno nell&#8217;oceano si sente completamente immersa in qualcosa più grande di lei: <strong>&#8220;un punto al limite d&#8217;un continente&#8221;</strong>.</p>
<p>Così oggi festeggio il compleanno Filemazio, con il vermouth e un poco di vino, per avermi fatto compagnia mentre <em>scommattevo</em> con &#8220;il dubbio antico&#8221;.</p>
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		<title>Incontri sulla canzone italiana a Grottammare</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 11:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canzoni]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca comuna grottammare]]></category>
		<category><![CDATA[Canzone Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[francesco guccini]]></category>
		<category><![CDATA[storia della canzone]]></category>

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		<description><![CDATA[In collaborazione con il Comune di Grottammare, da alcuni anni, tengo una serie di incontri sulla canzone italiana. Serate di ascolto di brani e di conversazione e interpretazione che avevano un carattere prevalentemente cronologico. Quest&#8217;anno invece gli appuntamenti si svilupperano intorno a quattro tematiche connesse tra loro. Per chi volesse seguire l&#8217;andamento degli incontri, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In collaborazione con il Comune di Grottammare, da alcuni anni, tengo una serie di incontri sulla canzone italiana. Serate di ascolto di brani e di conversazione e interpretazione che avevano un carattere prevalentemente cronologico. Quest&#8217;anno invece gli appuntamenti si svilupperano intorno a quattro tematiche connesse tra loro.</p>
<p>Per chi volesse seguire l&#8217;andamento degli incontri, per ora c&#8217;è una pagina evento su <a href="http://www.facebook.com/?ref=logo#!/event.php?eid=310441553100&amp;ref=nf" target="_blank">Facebook</a>.</p>
<p><strong>Le tue radici danno la saggezza<br />
</strong><em>Chiacchierate e ascolti sulla Canzone Italiana</em></p>
<p>Biblioteca Comunale, Grottammare<br />
martedì 23 febbraio, 2-9-16 marzo<br />
Ingresso gratuito.</p>
<p>Gli autori di canzoni fanno spesso emergere un rapporto forte con il proprio territorio: si cantano le città vissute e le campagne abbandonate, si cantano i mestieri dei genitori e i sogni per i figli, si cantano la noia e la confidenza della provincia.</p>
<p><strong>Terra mia</strong> – Il rapporto con la vita di campagna già dal primo &#8217;900 e poi da Modugno a Celentano, da Battisti a Silvestri è un rapporto contraddittorio. Una terra faticosa, con poche occasioni di migliorare la propria vita, o al contrario il rifugio nel quale ritrovare valori umani ed equilibrio con la natura.</p>
<p><strong>Città oblique</strong> – Le strade delle città sono state giungla e ricovero: da Milano a Napoli, da Genova a Bologna, Torino e Roma hanno attratto generazioni di italiani trasformandone la vita. Nelle canzoni si trovano le tracce di questi cambiamenti, dei traumi e delle speranze che hanno prodotto.</p>
<p><strong>Le case </strong>– Il rapporto tra le generazioni è spesso raccontato attraverso il ricordo di case abitate nel passato. Giocattoli nascosti in soffitta o macine di mulino sul muro fanno emergere le ombre di se stessi e dei propri antenati, ombre a cui chiedere del proprio destino.</p>
<p><strong>Viaggi e miraggi</strong> – La partenza, l&#8217;emigrazione o la fuga, il ritorno: i viaggiatori delle canzoni inseguono sogni e miraggi o fuggono da realtà dure. Presi tra volontà di migliorare la loro vita, di trasformarla o in un desiderio di annullamento che li porta a rinnegarsi.</p>
<div id="attachment_341" class="wp-caption alignleft" style="width: 223px"><a href="http://www.fabiocurzi.it/wp-content/uploads/2010/02/locandina.jpg"><img class="size-medium wp-image-341" title="Le tue radici danno la saggezza" src="http://www.fabiocurzi.it/wp-content/uploads/2010/02/locandina-213x300.jpg" alt="locandina 213x300 Incontri sulla canzone italiana a Grottammare" width="213" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Le tue radici danno la saggezza</p></div>
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		<title>Canto e disincanto &#8211; Battisti, il cavallo e Prudente</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 11:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Canzone Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[lucio battisti]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[mogol]]></category>
		<category><![CDATA[oscar prudente]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa sera presso il circolo culturale Babazuf di Castel di Lama terrò il primo di una serie di incontri sulla canzone italiana. Vista l&#8217;occasione ne approfitto per pubblicare sul blog un articolo in uscita per la rivista Over. Durante gli anni &#8217;60 i romanzi di Jack Kerouac e i fondatori della beat generation avevano contribuito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa sera presso il circolo culturale Babazuf di Castel di Lama terrò il primo di una serie di <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=255734409523&amp;ref=ts" target="_blank">incontri sulla canzone italiana</a>. Vista l&#8217;occasione ne approfitto per pubblicare sul blog un articolo in uscita per la rivista Over.</em><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/40vwO9DF2LE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/40vwO9DF2LE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
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<p>Durante gli anni &#8217;60 i romanzi di Jack Kerouac e i fondatori della <em>beat generation</em> avevano contribuito a diffondere il mito di un viaggio-vagabondaggio che più che un attraversamento di luoghi era un percorso di scoperta della propria dimensione interiore. Anche tra i giovani d&#8217;Italia  circolavano racconti di avvenure ad Amsterdam e Londra, di leggendari viaggi fino a Capo Nord in autostop o di ancor più mitiche escursioni negli <em>ashram</em> indiani pubblicizzati dai Beatles.</p>
<p>Non stupisce quindi che all&#8217;inizio degli anni settanta nel percorso personale di un musicista o più in generale di un&#8217;artista trovasse spazio un “viaggio di formazione” e soprattutto che questo avesse una dimensione pubblica (d&#8217;altra parte già da una decina d&#8217;anni erano stati fatti pubblici anche il servizio militare di Elvis Presley o Gianni Morandi..).</p>
<p>Nel 1970 Mogol aveva 34 anni e Lucio Battisti 27. Su proposta del paroliere i due progettarono un viaggio a cavallo da Milano a Roma che ebbe luogo tra giugno e luglio. Battisti lo raccontò in tre articoli per “Tv-Sorrisi e Canzoni”, ma il segno più importante di quell&#8217;esperienza si manifestò nell&#8217;album <em>Amore e non amore.</em></p>
<p>La partenza avvenne il 21 giugno dalla Cascina Longora, nel comune di Carpiano, <span id="more-315"></span>dove il cantautore aveva preso le prime lezioni di equitazione in previsione del viaggio. Neppure Mogol era un cavaliere esperto e l&#8217;organizzazione complessiva era abbastanza casereccia. Durante il tragitto furono accompagnati da Oscar Prudente (poi collaboratore di Ivano Fossati) che li precedeva con una jeep e una roulotte, cercando ospitalità presso case di contadini e avvertendo gli abitanti dei paesi e delle frazioni dell&#8217;arrivo della coppia a cavallo. Il percorso seguito puntò dapprima in direzione di Pavia e, valicando l&#8217;Appennino, verso Sarzana e l&#8217;Aurelia, seguendo tuttavia strade secondarie e sentieri meno trafficati della statale. A tappe di circa 30 km al giorno i due entrarono a Roma il 26 di luglio. Il filmato di quel momento, girato in Super8 e sonorizzato dallo stesso Battisti con Mario Tessuto, è rintracciabile su Youtube.</p>
<p>A distanza di quasi quarant&#8217;anni (40, per dire, meno di quanti ne passano tra il viaggio a cavallo e la Seconda Guerra Mondiale) oggi quell&#8217;esperienza sembra poterci offrire ancora alcuni spunti di riflessione. Si trattò di uno dei primi approcci <em>pop </em>in Italia al tema dell&#8217;ecologia e del rapporto con le tradizioni. Non uno studio antropologico alla De Martino o un documentaristico viaggio sul Po alla Soldati, ma l&#8217;attraversare in maniera insolita e libertaria, <em>beat</em>, il terreno che per altri era consuetudine di vita e fatica. <em>Amore e non amore</em>, il frutto artistico di quel viaggio, si presentò non come un disco di riflessione o ricostruzione folklorica, ma come uno dei semi della musica <em>progressive </em>italiana. I musicisti che accompagnarono Battisti nel disco erano Alberto Radius e Dario Baldan Bembo e i membri del complesso I Quelli (Premoli, Di Cioccio, Mussida, Piazza) che cambiò presto nome in Premiata Forneria Marconi. A quattro canzoni di impianto tradizionale Battisti e Mogol alternarono quattro brani strumentali in cui il titolo si presenta di lunghezza insolita: <em>Seduto sotto un platano con una margherita in bocca guardando il fiume nero macchiato dalla schiuma bianca dei detersivi</em>, <em>7 agosto di pomeriggio. Fra le lamiere roventi di un cimitero di automobili solo io, silenzioso eppure straordinariamente vivo</em>, <em>Davanti ad un distributore automatico di fiori dell&#8217;aeroporto di Bruxelles, anch&#8217;io chiuso in una bolla di vetro</em>, <em>Una poltrona, un bicchiere di cognac, un televisore, 35 morti ai confini di Israele e Giordania</em>. I titoli nella loro lunghezza  cristallizzano momenti di riflessione che si sviluppano nei brani strumentali. Di fronte a tematiche forti, sociali, esistenziali ed ecologiche, sembra che Mogol rinunci alla narratività della canzone per sospendere uno sguardo oggettivo e passare ad una dimensione soggettiva ed interiore in cui lo sviluppo degli arrangiamenti <em>prog </em>permette di arrivare di fronte ad una intuizione. Il disco, pronto alla fine dell&#8217;estate 1970, venne distribuito dalla Ricordi solo nel 1971 dopo il successo ottenuto dall&#8217;altro LP <em>Emozioni</em>, registrato nell&#8217;autunno del &#8217;70.</p>
<p>Un secondo spunto di riflessione può essere dato dall&#8217;approccio <em>naif</em> a quella che oggi sarebbe considerata un&#8217;operazione di marketing. Anziché considerare il viaggio come un momento privato Oscar Prudente, paese per paese, aveva il compito di attirare l&#8217;attenzione della provincia italiana sull&#8217;astro nascente della canzone e del suo fido scudiero. Per quanto l&#8217;organizzazione fosse incerta è difficile non scorgere in questo comportamento un intento pubblicitario vero e proprio. La sfera privata d&#8217;altra parte era già da tempo un oggetto di consumo che la gente di spettacolo dava in pasto al pubblico. Colpisce però che nello stesso anno Battisti smetta di esibirsi in tour (5 agosto, Grottammare) avviando quel processo di allontanamento dalle scene che culminerà con l&#8217;auto-esclusione dalla televisione.</p>
<p>Il percorso di formazione di un&#8217;artista (di un intellettuale) ha quasi sempre un peso nella valutazione delle sue opere da parte del pubblico. Non solo per una patina festicista e voyeuristica, ma di più perché sembra che nelle esperienze personali ci sia parte del senso che si troverà nel libro, nel quadro o nella canzone. Ma come leggere un&#8217;esperienza come quella di Battisti e Mogol, così sulla linea tra spontaneismo e pianificazione, in un momento storico che la sensibilità di Pasolini definirà come quello della “morte delle lucciole”?</p>
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		<title>Canto e disincanto. L&#8217;Italia raccontata delle canzoni.</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 09:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canzoni]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che segue è il programma degli incontri che terrò con l&#8217;associazione Babazuf (Myspace, Facebook) a Castel di Lama. Sarà un percorso prevalentemente cronologico in cui cercherò di mettere in luce quelli che per me sono stati i momenti decisivi nella storia della canzone italiana moderna e di guardare in parallelo alla storia del nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quello che segue è il programma degli incontri che terrò con l&#8217;associazione Babazuf (</em><a href="http://www.myspace.com/babazuf" target="_blank"><em>Myspace</em></a><em>, </em><a href="http://www.facebook.com/pages/Associazione-culturale-Babazuf/86876526305" target="_blank"><em>Facebook</em></a><em>) a Castel di Lama. Sarà un percorso prevalentemente cronologico in cui cercherò di mettere in luce quelli che per me sono stati i momenti decisivi nella storia della canzone italiana moderna e di guardare in parallelo alla storia del nostro stesso paese.<br />
<span style="font-style: normal;"><em>Gli incontri si terranno nelle sale dell&#8217;associazione, sopra la bocciofila.</em></span></em></p>
<p>Raccontare la storia della canzone italiana è raccontare la storia del nostro paese durante il secolo breve.<br />
La canzone popolare è stata per centinaia d&#8217;anni la testimone e la narratrice della vita quotidiana, delle feste e delle guerre. Nel &#8217;900 però è diventata uno strumento più complesso, più strettamente legato alle altre attività culturali e ai processi dell&#8217;industrializzazione.</p>
<p>19/01/2010 &#8211; Nel primo incontro cercheremo di individuare la nascita della canzone contemporanea, tra esperimenti scientifici e nascita dell&#8217;industria. Sono gli anni della nascita del disco, della nascita della radio e del cinema e delle loro prime applicazioni come strumenti di comunicazione di massa.</p>
<p>26/01/2010 &#8211; Il secondo appuntamento sarà l&#8217;occasione per parlare dell&#8217;Italia della ricostruzione e del boom economico, tra il ricordo di un paese perduto e i sogni di un mondo da inventare.</p>
<p>02/02/2010 &#8211; L&#8217;affermazione dei cantautori, dalla fine degli anni &#8217;60, cambia il modo di intendere la canzone, sempre più sofisticata e autoriale da una parte, sempre più leggera ed effimera dall&#8217;altra.</p>
<p>09/02/2010 &#8211; La nascita di un nuovo movimento di rock italiano e di una nuova generazione di cantautori coincide con delle scosse che sembrano trasformare l&#8217;Italia. Le regole, anche nella canzone, sembrano essere rimesse in gioco, ma è rivoluzione o restaurazione?</p>
<p>Link alla pagina dell&#8217;appuntamento su <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=255734409523&amp;ref=mf" target="_blank">Facebook</a>.</p>
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		<title>Del rispetto del pubblico non pagante</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 12:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Canzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Alos]]></category>
		<category><![CDATA[Canzone Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Comaneci]]></category>
		<category><![CDATA[Mattia Coletti]]></category>
		<category><![CDATA[Musica Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Pao]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera sono stato a sentire un concerto che mi dicono &#8220;indie&#8221;. Siccome dicono indie sembra una cosa nuova, ma a me è sembrato un concerto come ce n&#8217;erano quindici anni fa con gruppi sconosciuti. Il concerto era aperto da Mattia Coletti, chitarrista silenzioso. Sono arrivato che sembrava stesse accordando, mi dicono che il concerto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera sono stato a sentire un concerto che mi dicono &#8220;indie&#8221;. Siccome dicono indie sembra una cosa nuova, ma a me è sembrato un concerto come ce n&#8217;erano quindici anni fa con gruppi sconosciuti. Il concerto era aperto da <a href="http://www.myspace.com/zenomattia" target="_blank">Mattia Coletti</a>, chitarrista silenzioso. Sono arrivato che sembrava stesse accordando, mi dicono che il concerto è appena iniziato. Ascolto da lontano e viene fuori che sa suonare la chitarra. L&#8217;abbiamo davvero capito che sa suonare la chitarra.</p>
<p>Poi, come gruppo centrale della serata si sono esibiti i <a href="http://www.myspace.com/comaneciband" target="_blank">Comaneci</a>, che non sono neanche male. Delicata ed espressiva voce lei, buone sonorità alla chitarra lui. Si esibiscono in duo, ma da quanto si capisce dai video su Youtube la formazione è variabile. Non sono male, ma se penso che stanno, per me, nella fascia di She &amp; Him, Soap &amp; Skin o di molti altri ammericani indie, penso che abbiano ancora troppa strada da fare.</p>
<p>La star della serata doveva essere <a href="http://www.myspace.com/signorinaalos" target="_blank">?Alos</a> che nel <a href="http://www.signorinaalos.com/" target="_blank">sito</a> annuncia di occuparsi di musica, arte, fashion. Ha iniziato con una cerimonia fatta di offerte bacchiche e suoni gutturali e una veletta nera da prèfica. Sembrava un rito iniziatico e poi ha iniziato il concerto e ha proseguito coi suoni gutturali. Immaginate un soundcheck di un gruppo death, fatto con un ronzio di fondo alla cassa (che ronzava davvero). Dopo un po&#8217; sono andato via, rimpiangendo le Diplofonie e triplofonie di Demetrio Stratos.</p>
<p>E&#8217; vero che non ho pagato il biglietto per ascoltare la serata, ma sono andato al concerto per soddisfare le mie esigenze di spettatore: scoprire qualcosa di nuovo, qualcosa di emozionante, qualcuno che dimostrasse talento e professionalità. Mi sono trovato davanti a qualcuno che aveva bisogno di affermare il proprio ego di artistafuoridaicanoni (salvo il fatto che prima ci sono stati i Velvet underground, New York, Berlino, i CCCP, Francois Regis Cambuziat, Vincenzo Onorato, per dire).</p>
<p>Se tu artista non ti metti chiaro in mente di stabilire un rapporto con me spettatore o pubblico, invitandomi ad entrare nel tuo mondo, continuerai ad accordarti la chitarra da solo.</p>
<p>Questi sono i Comaneci.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2IiQQHKSsLo&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/2IiQQHKSsLo&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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