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	<title>Commenti a: Del rispetto del pubblico non pagante</title>
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	<description>Appunti e riflessioni di Fabio Curzi</description>
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		<title>Di: suinonatante</title>
		<link>http://www.fabiocurzi.it/del-rispetto-del-pubblico-non-pagante/comment-page-1/#comment-58</link>
		<dc:creator>suinonatante</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 17:49:29 +0000</pubDate>
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		<description>chi canta in pubblico sceglie di confrontarsi con il pubblico, verissimo, ma la creazione artistica prescinde dalla sua rappresentazione pubblica. l&#039;artista, per me, DEVE creare quel che sente di dovere creare indipendentemente da chi pensa che usufruirà della sua opera, se vi sarà mai qualcuno che lo farà, perché altrimenti la creazione stessa sarà falsata in partenza e poco sincera e personale.

il pubblico da parte sua sceglie se apprezzare o meno ciò che l&#039;artista gli permette di vedere o ascoltare o entrambe le cose.
la &quot;fiducia&quot; è il passo successivo alla &quot;scoperta&quot; o &quot;conoscenza&quot; senza il quale non può avvenire. io non mi lamento mai di aver assistito ad una rappresentazione artistica, in particolare se da uno sconosciuto, che mi piaccia o meno, basta che la percepisca sincera, perché grazie a ciò ho avuto modo di capire meglio cosa mi entusiasma e cosa non lo fa, perché così ho avuto modo di annoiarmi a morte o di divertirmi o commuovermi o emozionarmi (come mi è successo con i comaneci).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>chi canta in pubblico sceglie di confrontarsi con il pubblico, verissimo, ma la creazione artistica prescinde dalla sua rappresentazione pubblica. l&#8217;artista, per me, DEVE creare quel che sente di dovere creare indipendentemente da chi pensa che usufruirà della sua opera, se vi sarà mai qualcuno che lo farà, perché altrimenti la creazione stessa sarà falsata in partenza e poco sincera e personale.</p>
<p>il pubblico da parte sua sceglie se apprezzare o meno ciò che l&#8217;artista gli permette di vedere o ascoltare o entrambe le cose.<br />
la &#8220;fiducia&#8221; è il passo successivo alla &#8220;scoperta&#8221; o &#8220;conoscenza&#8221; senza il quale non può avvenire. io non mi lamento mai di aver assistito ad una rappresentazione artistica, in particolare se da uno sconosciuto, che mi piaccia o meno, basta che la percepisca sincera, perché grazie a ciò ho avuto modo di capire meglio cosa mi entusiasma e cosa non lo fa, perché così ho avuto modo di annoiarmi a morte o di divertirmi o commuovermi o emozionarmi (come mi è successo con i comaneci).</p>
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		<title>Di: Fabio</title>
		<link>http://www.fabiocurzi.it/del-rispetto-del-pubblico-non-pagante/comment-page-1/#comment-57</link>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 22:11:58 +0000</pubDate>
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		<description>Il mondo è pieno di grandissimi artisti che non hanno tirato fuori la loro arte dal cassetto o dall&#039;armadio. Così come è pieno di artisti la cui grandezza è stata riconosciuta post-mortem. Non è una questione particolarmente significativa.
Chi canta in pubblico sceglie di confrontarsi col pubblico. E non mi può dire sbalordisci, perché &quot;io sono l&#039;artista&quot;. E sticazzi?
Ieri sera non abbiamo pagato il biglietto, o meglio, abbiamo consumato birra. Da lì è venuto fuori il compenso per l&#039;artista. Si è fatto pagare e mi ha rifilato una sòla.
Negli anni 90 bisognava girare i centri sociali, più o meno occupati, per andarsi a vedere i concerti. Adesso ci siamo dati una ripulita, la connotazione politica è meno di moda, ma il meccanismo per cui se entri in un certo circuito ti viene accreditata automaticamente fiducia non è cambiato.
Se esistono gli artisti esistono anche i critici d&#039;arte. E il primo a dover esercitare il diritto di critica è il pubblico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo è pieno di grandissimi artisti che non hanno tirato fuori la loro arte dal cassetto o dall&#8217;armadio. Così come è pieno di artisti la cui grandezza è stata riconosciuta post-mortem. Non è una questione particolarmente significativa.<br />
Chi canta in pubblico sceglie di confrontarsi col pubblico. E non mi può dire sbalordisci, perché &#8220;io sono l&#8217;artista&#8221;. E sticazzi?<br />
Ieri sera non abbiamo pagato il biglietto, o meglio, abbiamo consumato birra. Da lì è venuto fuori il compenso per l&#8217;artista. Si è fatto pagare e mi ha rifilato una sòla.<br />
Negli anni 90 bisognava girare i centri sociali, più o meno occupati, per andarsi a vedere i concerti. Adesso ci siamo dati una ripulita, la connotazione politica è meno di moda, ma il meccanismo per cui se entri in un certo circuito ti viene accreditata automaticamente fiducia non è cambiato.<br />
Se esistono gli artisti esistono anche i critici d&#8217;arte. E il primo a dover esercitare il diritto di critica è il pubblico.</p>
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		<title>Di: suinonatante</title>
		<link>http://www.fabiocurzi.it/del-rispetto-del-pubblico-non-pagante/comment-page-1/#comment-56</link>
		<dc:creator>suinonatante</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 15:00:03 +0000</pubDate>
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		<description>fà, mi dispiace ma condivido poco; metto da parte i giudizi sulla serata di ieri perché non credo di essere capace di analizzare in maniera adeguata un opera artistica; ultimamente mi sto riducendo a dire &quot;mi piace/non mi piace&quot; e poco più e posso solo dire che, a parte il primo ragazzo che tra l&#039;altro, sia per il volume basso sia per lo scarso interesse che avevo, non ho assolutamente ascoltato, la serata mi è sembrata positiva.
tornando al tuo post io non credo che il compito di un&#039;artista sia per forza quello di creare un rapporto con il pubblico, il compito dell&#039;artista è di cercare di esprimere qualcosa, che sia un&#039;emozione o un messaggio od entrambi o altro, poi dipende da un insieme di altri fattori che il messaggio/emozione così veicolata arrivi (o non arrivi per nulla o arrivi solo in parte) in maniera profonda al pubblico.
che c&#039;è di male in uno che strimpella una chitarra e pensa di esprimere in questa maniera il suo malessere interiore o un coito interrotto? poi so cazzi tuoi, pubblico, decidere se ne è valsa la pena o meno. punto. semplice come poco altro.
se gli artisti avessero inseguito sempre l&#039;esigenza di essere capiti o di stabilire un rapporto con qualcun altro (e questo non significa che poi non sia così effettivamente avvenuto) credo che non avremmo mai avuto alcuni dei gruppi musicali che citi tu.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>fà, mi dispiace ma condivido poco; metto da parte i giudizi sulla serata di ieri perché non credo di essere capace di analizzare in maniera adeguata un opera artistica; ultimamente mi sto riducendo a dire &#8220;mi piace/non mi piace&#8221; e poco più e posso solo dire che, a parte il primo ragazzo che tra l&#8217;altro, sia per il volume basso sia per lo scarso interesse che avevo, non ho assolutamente ascoltato, la serata mi è sembrata positiva.<br />
tornando al tuo post io non credo che il compito di un&#8217;artista sia per forza quello di creare un rapporto con il pubblico, il compito dell&#8217;artista è di cercare di esprimere qualcosa, che sia un&#8217;emozione o un messaggio od entrambi o altro, poi dipende da un insieme di altri fattori che il messaggio/emozione così veicolata arrivi (o non arrivi per nulla o arrivi solo in parte) in maniera profonda al pubblico.<br />
che c&#8217;è di male in uno che strimpella una chitarra e pensa di esprimere in questa maniera il suo malessere interiore o un coito interrotto? poi so cazzi tuoi, pubblico, decidere se ne è valsa la pena o meno. punto. semplice come poco altro.<br />
se gli artisti avessero inseguito sempre l&#8217;esigenza di essere capiti o di stabilire un rapporto con qualcun altro (e questo non significa che poi non sia così effettivamente avvenuto) credo che non avremmo mai avuto alcuni dei gruppi musicali che citi tu.</p>
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		<title>Di: Mr.Omus</title>
		<link>http://www.fabiocurzi.it/del-rispetto-del-pubblico-non-pagante/comment-page-1/#comment-55</link>
		<dc:creator>Mr.Omus</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 14:38:47 +0000</pubDate>
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		<description>all&#039;artwork dell&#039;ultimo album dei Comaneci.
comunque usare coscientemente il prodotto di altri significa anche usare prodotti di qualità. per me Comaneci lo sono. Credo anche che sappiano aìdattarsi benissimo al dove si è, ne da prova l&#039;alto coinvolgimento delle persone presenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>all&#8217;artwork dell&#8217;ultimo album dei Comaneci.<br />
comunque usare coscientemente il prodotto di altri significa anche usare prodotti di qualità. per me Comaneci lo sono. Credo anche che sappiano aìdattarsi benissimo al dove si è, ne da prova l&#8217;alto coinvolgimento delle persone presenti.</p>
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		<title>Di: Fabio</title>
		<link>http://www.fabiocurzi.it/del-rispetto-del-pubblico-non-pagante/comment-page-1/#comment-54</link>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 13:42:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fabiocurzi.it/?p=107#comment-54</guid>
		<description>Non passano &quot;prima&quot; da noi ma &quot;anche&quot; da noi.
Non mi preoccupo se qualcuno usa coscientemente qualcosa di prodotto da altri. Plauto e Virgilio, secondo i canoni dell&#039;originalità a tutti i costi avrebbero fatto bancarotta in tribunale per plagio. Però la coscienza di quel che si fa, di dove si è, di dove si potrebbe arrivare ti fa fare un salto di qualità non da poco.
A quale artwork ti riferisci?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non passano &#8220;prima&#8221; da noi ma &#8220;anche&#8221; da noi.<br />
Non mi preoccupo se qualcuno usa coscientemente qualcosa di prodotto da altri. Plauto e Virgilio, secondo i canoni dell&#8217;originalità a tutti i costi avrebbero fatto bancarotta in tribunale per plagio. Però la coscienza di quel che si fa, di dove si è, di dove si potrebbe arrivare ti fa fare un salto di qualità non da poco.<br />
A quale artwork ti riferisci?</p>
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