giu 14 2010

Il compleanno di Filemazio

Quante sono le domande, nelle canzoni, nei fumetti e nei romanzi di Guccini, che hanno trovato una risposta?
Quanti versi si chiudono in sospeso, su una domanda a cui non si riuscirà a trovare risposta?bisanzio Il compleanno di Filemazio
Vent’anni fa, all’incirca, Guccini scriveva Bisanzio. Erano finiti gli anni ’70 e si sentiva trasformare il mondo, in una crisi di punti di riferimento.
Filemazio, protomedico, matematico, astronomo, forse saggio interroga il cielo notturno di Bisanzio, in cerca delle stelle che conosce e che non vede più, perché il cielo si è mosso. Di fronte a questa forza Filemazio prova quasi un senso di paura, ma anche la forza di un’immensità che ridimensiona l’uomo e le sue miserie: che importa a questo mare essere azzurro o verde? (Gli azzurri e i verdi erano i partiti che, al tempo di Giustiniano, prendevano nome dalle squadre dell’ippodromo).
Bisanzio s’è riempita di stranieri, non si riconoscono più i Romani e i Greci.

“Città assurda, città strana di questo imperatore sposo di puttana,
di plebi smisurate, labirinti ed empietà,
di barbari che forse sanno già la verità,
di filosofi e di eteree, sospesa tra due mondi, e tra due ere…”

Come Filemazio la vedetta nella notte di Shomer ma mi llailah.
Come Filemazio, Gulliver e Cristoforo Colombo e Odysseus, incapace di stare a casa.

Come Filemazio, Bovary, con l’avvertenza di Flaubert: “Bovary, c’est moi“.
Cos’è che cerca Guccini-Bovary? Cos’è che gli impedisce di trovare pace?

“Ma cosa c’è, cosa c’è…
atrii a piastrelle di stazioni secondarie,
strade più strade di avventure solitarie,
clown nella notte, valigie vuote,
piene di trucchi per tragedie immaginarie…”

Bovary è la canzone che non si chiude, appesa a quella ripetizione di “ancora”. Come se la risposta fosse lì a disposizione, individuata ma non definibile, una parola che si spezza sulle labbra.

“Ma che cosa c’è proprio in fondo in fondo,
quando bene o male faremo due conti,
e i giorni goccioleranno come i rubinetti nel buio
e diremo “…un momento, aspetti…” per non essere mai pronti,
signora Bovary, coraggio, pure
tra gli assassini e gli avventurieri,
in fondo a quest’ oggi c’è ancora la notte,
in fondo alla notte c’è ancora, c’è ancora….”

Guccini racconta un mondo diviso in due, tra chi “dice di sapere già ogni legge delle cose”, tra chi “vanta un orgoglio cieco” e conosce “il vero, vero”, mentre lui si mette dalla parte della bambina portoghese, che entrata per un semplice bagno nell’oceano si sente completamente immersa in qualcosa più grande di lei: “un punto al limite d’un continente”.

Così oggi festeggio il compleanno Filemazio, con il vermouth e un poco di vino, per avermi fatto compagnia mentre scommattevo con “il dubbio antico”.

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giu 11 2010

C’era una volta San Benedetto

Dalla pagina San Benedetto del Tronto – Turismo del sito ufficiale del Comune

La consistenza ricettiva, tra esercizi alberghieri, appartamenti e campeggi, è notevole: San Benedetto del Tronto vanta oltre 120 esercizi tra alberghi e residence per una disponibilità di circa 8 mila posti letto ai quali si aggiungono i 13 mila degli appartamenti privati.
Numerosi sono gli impianti sportivi ele attività legate alla presenza del mare come il porto turistico edil Circolo nautico.San Benedetto rappresenta la prima realtà turistica delle Marche, con oltre 2 milioni di presenze all’anno. La vicinanza di San Benedetto del Tronto a verdeggianti colline con importanti borghi di origine medievale permette interessanti escursioni per gli appassionati d’arte e di storia nel raggio di pochi chilometri.Un video su San Benedetto. Visita della città in bici: locali, lungomare e tanto divertimento!

Spiaggia solitaria della Riviera Adriatica

Si potrebbe ragionare del linguaggio usato per parlare della città e dell’offerta turistica, ma andiamo oltre.
Andiamo all’ordinanza che disciplina gli orari delle attività commerciali durante il periodo estivo, presentata in conferenza stampa ma non ancora operativa.

Per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande è fissato l’orario minimo di 6 ore e quello massimo di 21 ore giornaliere. Gli orari devono essere compresi tre le 5 alle 2.
Rosticcerie, friggitorie, pizzerie al taglio, vendite di kebab, pasticcerie e gelaterie dovranno chiudere i battenti inderogabilmente alle ore 24 nel periodo estivo e alle 22 nel periodo invernale.
Viene posto un punto fermo anche sugli orari degli chalet che potranno essere aperti dalle 6 del mattino alle 3 di notte. Paletti anche per gli internet point  che potranno stare aperti soltanto nella fascia oraria che va dalle 7 alle 22.
Il segnale

L’intenzione dichiarata è quella di riordinare il settore, ma sembra evidente che ci siano trattamenti molto diversi per attività simili tra loro.
La vocazione turistica della città è in discussione da diversi anni
, così come la vocazione alla pesca o alla filiera del freddo.Dopo la magra figura del ripascimento delle spiagge era difficile immaginare un’altra scelta così contraddittoria per una città che si vanta d’essere “la prima località turistica” della regione.
Ci si aspetta dalla politica una gestione che (almeno qualche volta) indirizzi e faccia scelte, anche di lungo periodo.
Qui sembra che l’unica risposta che si vuole dare sia a chi telefona in Comune per lamentarsi di vivere in una località turistica.

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