nov 30 2009

La trascrizione dell’intervento su Internet di Francesco Merlo

Quella di seguito è a trascrizione delle osservazioni che Francesco Merlo ha rivolto questa mattina dai microfoni di Prima Pagina su Rai Radio 3 a proposito di Internet e Facebook. Fa riferimento ad una notizia che si può trovare in vari giornali relativa ad un’applicazione per Facebook in cui si può giocare al camorrista.

La parte più importante mi sembra quella relativa al linguaggio con vengono liquidati gli utenti di Internet e gli argomenti coi quali si affrontano i temi complessi del social network.

Qui l’intero podcast del 30 novembre. L’intervento su Internet comincia al minuto 39.00.

Dove stanno le stranezze oggi? Dove sta anche la democrazia, e cioè su Internet. Prendo su Repubblica di oggi il titolo “Un gioco per diventare camorristi”. [...]
Nel gruppo ci sono 6599 utenti attivi. Che evidentemente sono degli sfaccendati come quasi tutti gli internauti. Però sono anche delle persone che cercano qualcosa. Gli internauti sono delle persone che cercano anche dei bisogni psicologici. C’era un famoso scrittore americano che diceva “meno male che c’è Internet almeno tutti quanti i pervertiti stanno seduti a tavolino” invece di minacciare le persone per strada.[...]
Sono applicazioni che non sono state sviluppate da Facebook, come spiega lo stesso social network. Che naturalmente mette le mani avanti, stanno lì dentro, sono lì dentro dice, ma non le hanno fatte loro. Ci stanno, arrivano così, come sempre. Anno di uscita mai, li condannerei a stare tutta la vita su Facebook. Voi sapete che Facebook in alcuni paesi, sto parlando degli Stati Uniti è stato proibito ai minori di 13 anni. Io ho una figlia di 13 anni e sta spesso su Facebook e anche per questo sono arrabbiato un po’ arrabbiato come avete potuto sentire, e possiamo anche riderci sopra. [...]
Un’altra opzione è restare un cane sciolto. Che è un bel termine. Io resterei un cane sciolto, ma se uno è un cane sciolto non va su Facebook, va lì dove sono i cani sciolti cioè nelle strade libere.

Francesco Merlo

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nov 30 2009

Francesco Merlo e un’imbarazzante Prima Pagina

Stamattina quando ho sentito dalla radio che la conduzione di Prima Pagina di Radio 3 sarebbe stata affidata a Francesco Merlo la prima reazione è stata positiva. Finalmente ascolto uno degli editorialisti che mi capita più spesso di leggere, ho pensato. La partenza debole sulla questione del referendum svizzero m’ha lasciato un po’ perplesso. Le argomentazioni sul rapporto tra Berlusconi e Repubblica (giornale per cui Merlo scrive) di una fiacchezza e pochezza che anche Belpietro avrebbe potuto smontare. Poi ha preso di petto un argomento come Internet e in particolare Facebook. merloEro in macchina e venivo in ufficio e ho avuto la tentazione di cambiare stazione, per non iniziare male la giornata. Poi ho resistito alla tentazione e sono andato avanti a sentire la caterva di luoghi comuni, imprecisioni, grossolani errori con i quali Merlo argomentava. Aspetto la trascrizione del podcast che sarà presto disponibile (Prima Pagina) per poter recuperare la terminologia offensiva. Poi ha deciso di cambiare argomento, e trascurando completamente le notizie della notte (che la stessa Radio Tre aveva già dato a noi ascoltatori) ha cominciato a sproloquiare sull’elezione “probabile” di Pepe Mujica in Uruguay, sostenendo che “un liberale non potrà mai vincere in Uruguay” e contestando il senso di centro-sinistra del Frente Amplio, sul quale avrebbero sicuramente avuto da ridire i lider de noantri.

Perché qualcuno dovrebbe pagare dei soldi a Repubblica per leggere gli articoli di questo signore oggi?

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