Cominciare l’anno perdendo tempo

genevieve Cominciare lanno perdendo tempoCome si temeva il 30 dicembre il governo ha prorogato il decreto Pisanu, che nelle sue intenzioni originarie avrebbe dovuto aiutare la lotta al terrorismo. Uno degli elementi più controversi è quello che di fatto impedisce la distribuzione di wi-fi gratuite, come in tutti gli altri paesi occidentali. Io condivido in pieno il pensiero di altri che con Internet lavorano, ma stavolta non eravamo in buona compagnia visto che il servizio è considerato indispensabile nel settore turistico persino dalla ministro Brambilla.

Già l’anno inizia male, poi guardi il giornale locale e ti accorgi che qualcuno ha voglia di scherzare, solo che è il primo dell’anno e non di aprile. Qualche arguto lettore di Sambenedettoggi.it rilancia l’idea di costruire un aeroporto tra Ascoli e San Benedetto e il direttore, in vena di campanilismi, raccoglie la sfida. Evidentemente a qualcuno piace perdere tempo. Il lettore suggerisce di portare in un aeroporto che non esiste la Ryanair, perché i turisti (che devono venire al mare) non sono abbastanza avvantaggiati dagli aeroporti di Ancona (ca. 90 km) e Pescara (ca. 60 km, collegamenti anche con gli Stati Uniti). Come non dargli ragione? Poi magari scopri sul sito della Ryanair che Stansted si trova a 40 km dal centro di Londra,  Beauvais a 80 km da Parigi, Hahn a 124 km dal centro di Francoforte, e forse due aeroporti a meno di 100 km potrebbero essere sufficienti per un paese di cinquantamila abitanti. Ovviamente potrebbero essere sufficienti se la START facesse il mestiere di trasportare persone da un terminal autobus (che non esiste) o da una stazione (declassata). E questo senza chiedersi cosa dovrebbe venire a fare un turista nord-europeo, magari giovane, a San Benedetto.

Una proposta invece che si potrebbe avanzare ai nostri competenti uffici regionali è quello di cercare un accordo con le ferrovie austriache OBB che viaggiano già fino a Bologna con partenza da Monaco. Magari estendere i trasporti fino a tutta la Riviera Adriatica potrebbe essere una buona idea per entrambe le parti.

In foto la Genevieve, simbolo dell’immobilismo di tutto il territorio piceno.

Prendere le cose di traverso

Da quando uno è bambino sente dire che le Marche hanno le valli a pettine, che vuol dire che sono parallele, e vanno da ovest ad est. Vuol dire che andare lungo la Salaria o la Flaminia fino a Roma è quasi facile. Vuol dire che i paesi sulla costa sono tutti incollati tra loro, in un unica città lineare.

Vuol dire che un fiume collega e separa. Che un colle più alto diventa un valico. Che il campanile e le mura del paese diventano qualcosa a cui abbarbicarsi in nome di una qualche diversità e/o superiorità.

Il 1 (o il 2) me ne parto. La prima tappa del mio viaggio andrà da Talamello (o San Leo) a Carpegna. E poi a piedi giù verso Urbania, Cagli, Fonte Avellana, Sassoferrato, Fabriano (o Cerreto d’Esi), Pioraco, Pievebovigliana, Bolognola, Amandola, Montemonaco, Arquata del Tronto.

In cerca di sentieri e di strade che vadano di traverso. In cerca di nessi intorno, nel vino, nel pane o nel formaggio, in cerca di nessi dentro.

Chi ha suggerimenti da darmi per questo viaggio, è il benvenuto.

Piceno è primavera!

Sarà stato a scuola, probabilmente alle elementari, la prima volta che qualcuno ha iniziato a raccontarmi degli antichi Piceni. A raccontare la storia di una popolazione in cui i più giovani si caricavano di bagagli, di armi e di speranza e lasciavano il villaggio seguendo un animale totem che li avrebbe guidati in un nuovo paese da abitare. Il tempo di queste migrazioni era la primavera, il tempo sacro del rinnovamento. Oggi, 6 aprile 2009, la primavera è di nuovo iniziata e quest’anno rispetto allo scorso il suo odore tardivo è ancora più atteso. Quest’anno come non capitava da tempo una nuova generazione può prendere in mano il destino del suo territorio. Può costruire il futuro dei campi e delle vigne, delle strade e dei ponti, delle botteghe e delle fabbriche. Una generazione che dovrà lasciare le case in cui ha abitato finora, dovrà rinnegare i padri ed i padroni, per scoprire cosa può fare con le sue forze.

Tra due mesi andremo a votare.

Potremo scegliere cosa vale per noi. Se valgono le case già abitate, i partiti consumati e il potere dei vecchi capibranco, o potremo scegliere di dare valore al nostro futuro.
Domani ritorneremo ad abitare i partiti, ma quando li avremo rifatti nuovi, dalle fondamenta.

Oggi è necessario migrare.
Pensare un territorio nel quale gli uomini di partito non esistano, in cui nessuno debba chinare il capo, frenare la lingua, parlare abbassando la voce perchè gli animali da caccia hanno l’udito fine. Smettere di sentirsi prede dei potenti, invece che persone nel pieno della dignità. Smettere di sentirsi in debito coi ras della vallata.
Entro due mesi si presenterà qui un signore a dirci quanto lui sia bravo, capace, forte. Verrà qui perchè il suo uomo non è capace di parlare da libero. Verrà qui perchè questa terra ancora non si è piegata alla sua megalomania e cercherà tra noi chi gli apra le porte. Persone incatenate alla voglia di potere, alle clientele, agli scambi.
Per la nostra primavera il pericolo verrà di nuovo da Roma, da due palazzi diversi ed uguali. Pronti a sbranarsi in pubblico oggi ed accordarsi domani per tagliarsi una torta sulle nostre teste.

Oggi è primavera e di nuovo è tempo di costruire il futuro.
Oggi, Piceno, è primavera!

Io sostengo Rossi (ma anche Veltroni)

Raccolgo l’invito lanciato da Luca Conti e David Orban, che è arrivato mentre stavo chiedendomi se nel blog dovessi o meno esporre le mie posizioni politiche. Chi mi conosce di persona sa come la penso, sa come mi scaldo intorno a certi argomenti e come trovi insopportabile alcuni personaggi della politica. Di questi ultimi vorrei riuscire a non parlare in questo post.

Le elezioni politiche sono arrivate a turbare il meccanismo delle elezioni amministrative, che non si svolgono solo a Roma. Nel caso di Grottammare, il comune in cui vivo, torna a presentarsi dopo 15 anni di governo la lista Solidarietà e Partecipazione. Il suo percorso è stato negli anni tra le più importanti esperienze politiche del paese. Non solo perché ha anticipato la stagione dell’Ulivo, con la collaborazione tra tutte le forze della sinistra, ma perché ha messo al centro della prassi amministrativa la partecipazione della popolazione alla fase decisionale. Luigi Merli si candida per il secondo mandato, e io sostengo il suo progetto di rinnovamento del movimento, che comprende iscritti al Partito Democratico, al Partito Socialista e alla Sinistra Alternativa ma soprattutto esponenti capaci della cosiddetta società civile. Sostengo lui ed Enrico Piergallini, assessore alla cultura uscente, capace di impostare una politica culturale agganciata alle esperienze del territorio e di puntare allo stesso tempo a contenuti alti. Con la possibilità qualche volta di osare di più.

Sostengo Veltroni ma faccio fatica a sostenere il Partito Democratico per quella che è la sua manifestazione territoriale. La classe dirigente del Piceno si sta dimostrando, purtroppo per tutti, miope di fronte alle sfide di questo territorio. Sostengo Veltroni perchè la politica nazionale dovrebbe essere in grado di fare da volano al cambiamento di questo territorio e di questa classe politica, che ha sviluppato delle modalità di gestione del partito, delle risorse economiche e sociali del territorio che non conoscono riscontri nel resto della Regione Marche. Sostengo Veltroni nella speranza che ci sia una possibilità di vedere delle primarie vere nei circoli territoriali piceni, e che i dirigenti del PD siano capaci di accettare concorrenti reali e le eventuali sconfitte. Solo così la credibilità del PD a livello nazionale potrà essere verificata a livello locale.

Soprattutto mi preme esprimere un sostegno a Massimo Rossi, il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno. La sua onestà intellettuale e l’alta visione politica sono state per Grottammare decisive per farne una “piccola città”, capace di pensare a se stessa come ad un laboratorio di un patto sociale nuovo e adi buona politica. Ha portato questa esperienza nella amministrazione provinciale e oggi è ripagato dalla classe dirigente locale del PD in modo discutibile. Molto discutibile. Non basta a giustificare il loro comportamento l’appartenenza di Rossi alla SA ed è un paravento che anteporranno nei prossimi mesi. Perchè il PD avrà anche una vocazione maggioritaria, ma questa non può giustificare la distruzione di buoni progetti politici.