gen 1 2010

Cominciare l’anno perdendo tempo

genevieveCome si temeva il 30 dicembre il governo ha prorogato il decreto Pisanu, che nelle sue intenzioni originarie avrebbe dovuto aiutare la lotta al terrorismo. Uno degli elementi più controversi è quello che di fatto impedisce la distribuzione di wi-fi gratuite, come in tutti gli altri paesi occidentali. Io condivido in pieno il pensiero di altri che con Internet lavorano, ma stavolta non eravamo in buona compagnia visto che il servizio è considerato indispensabile nel settore turistico persino dalla ministro Brambilla.

Già l’anno inizia male, poi guardi il giornale locale e ti accorgi che qualcuno ha voglia di scherzare, solo che è il primo dell’anno e non di aprile. Qualche arguto lettore di Sambenedettoggi.it rilancia l’idea di costruire un aeroporto tra Ascoli e San Benedetto e il direttore, in vena di campanilismi, raccoglie la sfida. Evidentemente a qualcuno piace perdere tempo. Il lettore suggerisce di portare in un aeroporto che non esiste la Ryanair, perché i turisti (che devono venire al mare) non sono abbastanza avvantaggiati dagli aeroporti di Ancona (ca. 90 km) e Pescara (ca. 60 km, collegamenti anche con gli Stati Uniti). Come non dargli ragione? Poi magari scopri sul sito della Ryanair che Stansted si trova a 40 km dal centro di Londra,  Beauvais a 80 km da Parigi, Hahn a 124 km dal centro di Francoforte, e forse due aeroporti a meno di 100 km potrebbero essere sufficienti per un paese di cinquantamila abitanti. Ovviamente potrebbero essere sufficienti se la START facesse il mestiere di trasportare persone da un terminal autobus (che non esiste) o da una stazione (declassata). E questo senza chiedersi cosa dovrebbe venire a fare un turista nord-europeo, magari giovane, a San Benedetto.

Una proposta invece che si potrebbe avanzare ai nostri competenti uffici regionali è quello di cercare un accordo con le ferrovie austriache OBB che viaggiano già fino a Bologna con partenza da Monaco. Magari estendere i trasporti fino a tutta la Riviera Adriatica potrebbe essere una buona idea per entrambe le parti.

In foto la Genevieve, simbolo dell’immobilismo di tutto il territorio piceno.

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lug 24 2009

Prendere le cose di traverso

Da quando uno è bambino sente dire che le Marche hanno le valli a pettine, che vuol dire che sono parallele, e vanno da ovest ad est. Vuol dire che andare lungo la Salaria o la Flaminia fino a Roma è quasi facile. Vuol dire che i paesi sulla costa sono tutti incollati tra loro, in un unica città lineare.

Vuol dire che un fiume collega e separa. Che un colle più alto diventa un valico. Che il campanile e le mura del paese diventano qualcosa a cui abbarbicarsi in nome di una qualche diversità e/o superiorità.

Il 1 (o il 2) me ne parto. La prima tappa del mio viaggio andrà da Talamello (o San Leo) a Carpegna. E poi a piedi giù verso Urbania, Cagli, Fonte Avellana, Sassoferrato, Fabriano (o Cerreto d’Esi), Pioraco, Pievebovigliana, Bolognola, Amandola, Montemonaco, Arquata del Tronto.

In cerca di sentieri e di strade che vadano di traverso. In cerca di nessi intorno, nel vino, nel pane o nel formaggio, in cerca di nessi dentro.

Chi ha suggerimenti da darmi per questo viaggio, è il benvenuto.

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