gen 9 2010

Che c’è di meglio?

Robert Pirsig, Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta

Mi piacerebbe usare il tempo che ho a disposizione per parlare di alcune cose che mi sono venute in mente. Il più delle volte abbiamo tanta fretta che le occasioni per parlare sono ben poche. Il risultato è una specie di superficialità quotidiana senza fine, una monotonia che anni dopo ti porta a chiederti che ne è stato del tuo tempo e a rimpiangere che sia trascorso. Ora, invece, vorrei usare il mio per parlare un po’ a fondo di cose che sembrano importanti.

Quel che ho in mente è una specie di Chautauqua – non riesco a definirlo altrimenti -, come i Chautauqua ambulanti che si rappresentavano sotto un tendone e si spostavano da un capo all’altro dell’America, l’America in cui siamo noi adesso, una serie di conversazioni popolari intese a edificare e divertire, a migliorare l’intelletto e a portare cultura e illuminazione alle orecchie e ai pensieri degli ascoltatori. I Chautauqua furono soppiantati dal ritmo più serrato della radio, del cinema e della televisione, e non mi pare che sia stato in assoluto un grosso progresso. Forse grazie a questi cambiamenti il torrente della coscienza nazionale è più rapido e copioso, ma mi pare che scorra meno in profondità. I vecchi canali non riescono a contenerlo e si direbbe che che nella sua ricerca di sbocchi nuovi esso semini lungo le sue sponde rovina e distruzione. Con questo Chautauqua non mi propongo di aprire qualche nuovo canale di coscienza, ma semplicemente di scavare più a fondo in quelli vecchi, ormai ostruiti dalle macerie di pensieri divenuti stantii e di ovvietà troppo spesso ripetute. L’eterno «Che c’è di meglio?», che scava in profondità invece che in ampiezza. Nella storia dell’umanità ci sono state epoche in cui i canali di pensiero avevano un corso talmente determinato che nessun cambiamento era possibile; non succedeva mai niente di nuovo e “il meglio” era una questione di dogma, ma non è il nostro caso.
Adesso sembra che il torrente della nostra coscienza comune stia straripando, perdendo la sua direzione e il suo scopo centrale, senza altro scopo se non quello del rovinoso compimento del suo impulso interiore.

Penso solo che la fuga dalla tecnologia e l’odio nei suoi confronti portino alla sconfitta. Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore. Pensare altrimenti equivale a sminuire il Buddha – il che equivale a sminuire se stessi. Ed è di questo che voglio discutere nel mio Chautauqua.

Robert M. Pirsig
Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta
1974

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mag 26 2008

Appuntamento a Glocal 2.0

Nel prossimo fine settimana tra Grottammare, Comunanza, Ascoli Piceno e i borghi di Piantabete e Castel Trosino si terranno gli incontri dell’edizione 2008 di Glocal. Come Graduus saremo presenti lunedì 3, alla Cartiera Papale, dove presenteremo Travelcast Piceno (lo stesso giorno, a Roma, verranno presentati i vincitori e le serate di Musicultura Festival…). Tra gli appuntamenti più curiosi sicuramente il Pellegrinaggio per Autoradio che verrà mandato in onda sulle frequenze di Radio Aut e i percorsi curati da Koinè. Alle spalle di Glocal c’è l’organizzazione di molte persone, a partire da Carlo Infante a Luigi Coccia di Arteria Community, da Tommaso La Selva di Blow Up a Fabio Ragonese e Nadia Bongiovanni. Spero che i non menzionati mi perdonino.

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