Ecco i candidati di PICENO AL MASSIMO

1 Acquasanta/Arquata/Montegallo/Roccafluvione Salvatore Tropea Impiegato 38 anni
2 Ascoli I Olimpia Gobbi Insegnante – Ass. prov. uscente alla Cultura, Beni Culturali e Pubblica istruzione  59 anni
3 Ascoli II Peter Conti Ricercatore 35 anni
4 Ascoli III Diana Piotti Imprenditrice 35 anni
5 Ascoli IV Maurizio Spinelli Impiegato 37 anni
6 Ascoli V e Maltignano Nicola Latini Ex Dirigente Scolastico 65 anni
7 Ascoli VI Mirella Catalucci Insegnante 52 anni
8 Castel di Lama Pier Paolo Fanesi Impiegato 30 anni
9 Castignano/Montalto Marche/ Montedinove/Rotella Olimpia Gobbi 59 anni
10 Appignano/ Castorano/ Colli del Tronto Giuseppe Rubicini Medico 57 anni
11 Comunanza, Force, Montemonaco, Palmiano e Venarotta Emidio Pucci Collaboratore scolastico 52 anni
12 Cupramarittima, Massignano e Montefiore Caterina Di Girolami operatrice culturale 37 anni
13 Folignano Maurizio Spinelli Impiegato 37 anni
14 Grottammare I Marcello Capriotti Impiegato 48 anni
15 Grottammare II Fabio Curzi Imprenditore 36 anni
16 Monteprandone Luigi Calvaresi Impiegato 54 anni
17 Offida/ Carassai/ Cossignano Giovanni Cataldi Operaio 45 anni
18 Ripatransone/Acquaviva Vincenzo Maroni Operatore Sociale 30 anni
19 San Benedetto del Tronto I Nicola Latini Ex Dirigente Scolastico 65 anni
20 San Benedetto del Tronto II Piergiorgio Cinì Insegnante 49 anni
21 San Benedetto del Tronto III Claudia Calvaresi Casalinga 59 anni
22 San Benedetto del Tronto IV Valerio Isopi Agente di commercio 39 anni
23 San Benedetto del Tronto V Palmiro Merli Ex Impiegato 59 anni
24 Spinetoli/Monsampolo Giovanni Piunti Dirigente d’azienda 49 anni

Piceno è primavera!

Sarà stato a scuola, probabilmente alle elementari, la prima volta che qualcuno ha iniziato a raccontarmi degli antichi Piceni. A raccontare la storia di una popolazione in cui i più giovani si caricavano di bagagli, di armi e di speranza e lasciavano il villaggio seguendo un animale totem che li avrebbe guidati in un nuovo paese da abitare. Il tempo di queste migrazioni era la primavera, il tempo sacro del rinnovamento. Oggi, 6 aprile 2009, la primavera è di nuovo iniziata e quest’anno rispetto allo scorso il suo odore tardivo è ancora più atteso. Quest’anno come non capitava da tempo una nuova generazione può prendere in mano il destino del suo territorio. Può costruire il futuro dei campi e delle vigne, delle strade e dei ponti, delle botteghe e delle fabbriche. Una generazione che dovrà lasciare le case in cui ha abitato finora, dovrà rinnegare i padri ed i padroni, per scoprire cosa può fare con le sue forze.

Tra due mesi andremo a votare.

Potremo scegliere cosa vale per noi. Se valgono le case già abitate, i partiti consumati e il potere dei vecchi capibranco, o potremo scegliere di dare valore al nostro futuro.
Domani ritorneremo ad abitare i partiti, ma quando li avremo rifatti nuovi, dalle fondamenta.

Oggi è necessario migrare.
Pensare un territorio nel quale gli uomini di partito non esistano, in cui nessuno debba chinare il capo, frenare la lingua, parlare abbassando la voce perchè gli animali da caccia hanno l’udito fine. Smettere di sentirsi prede dei potenti, invece che persone nel pieno della dignità. Smettere di sentirsi in debito coi ras della vallata.
Entro due mesi si presenterà qui un signore a dirci quanto lui sia bravo, capace, forte. Verrà qui perchè il suo uomo non è capace di parlare da libero. Verrà qui perchè questa terra ancora non si è piegata alla sua megalomania e cercherà tra noi chi gli apra le porte. Persone incatenate alla voglia di potere, alle clientele, agli scambi.
Per la nostra primavera il pericolo verrà di nuovo da Roma, da due palazzi diversi ed uguali. Pronti a sbranarsi in pubblico oggi ed accordarsi domani per tagliarsi una torta sulle nostre teste.

Oggi è primavera e di nuovo è tempo di costruire il futuro.
Oggi, Piceno, è primavera!

Finisce marzo

Il 31 di marzo si fanno i programmi per i prossimi due mesi e spiccioli. L’otto giugno, succeda quel che succeda, sarò al mare a riposarmi. Da qualche tempo sono stato coinvolto nella campagna elettorale di Massimo Rossi, presidente della Provincia di Ascoli Piceno.

Per spiegare perchè un presidente apprezzato e stimato in maniera trasversale in tutto il territorio, riconosciuto come portatore di un metodo nuovo di partecipazione alle scelte amministrative già a livello comunale come sindaco e poi a livello provinciale, impegnato sui temi dell’ambiente, dell’innovazione, dell’integrazione, delle politiche di sostegno e collaborazione all’Africa e al SudAmerica, spiegare perchè non vada bene per il Partito Democratico, beh, questo è impossibile.

Impossibile se si trattasse di fare un ragionamento sul piano politico vero e proprio. Se poi ci sono altre questioni di mezzo…

Intanto provo a raccontare quest’esperienza che è fatta (anche) di Blog, di Twitter, di Facebook, di FriendFeed, e tutti gli altri infernali marchingegni di questa contemporaneità.

Io sostengo Rossi (ma anche Veltroni)

Raccolgo l’invito lanciato da Luca Conti e David Orban, che è arrivato mentre stavo chiedendomi se nel blog dovessi o meno esporre le mie posizioni politiche. Chi mi conosce di persona sa come la penso, sa come mi scaldo intorno a certi argomenti e come trovi insopportabile alcuni personaggi della politica. Di questi ultimi vorrei riuscire a non parlare in questo post.

Le elezioni politiche sono arrivate a turbare il meccanismo delle elezioni amministrative, che non si svolgono solo a Roma. Nel caso di Grottammare, il comune in cui vivo, torna a presentarsi dopo 15 anni di governo la lista Solidarietà e Partecipazione. Il suo percorso è stato negli anni tra le più importanti esperienze politiche del paese. Non solo perché ha anticipato la stagione dell’Ulivo, con la collaborazione tra tutte le forze della sinistra, ma perché ha messo al centro della prassi amministrativa la partecipazione della popolazione alla fase decisionale. Luigi Merli si candida per il secondo mandato, e io sostengo il suo progetto di rinnovamento del movimento, che comprende iscritti al Partito Democratico, al Partito Socialista e alla Sinistra Alternativa ma soprattutto esponenti capaci della cosiddetta società civile. Sostengo lui ed Enrico Piergallini, assessore alla cultura uscente, capace di impostare una politica culturale agganciata alle esperienze del territorio e di puntare allo stesso tempo a contenuti alti. Con la possibilità qualche volta di osare di più.

Sostengo Veltroni ma faccio fatica a sostenere il Partito Democratico per quella che è la sua manifestazione territoriale. La classe dirigente del Piceno si sta dimostrando, purtroppo per tutti, miope di fronte alle sfide di questo territorio. Sostengo Veltroni perchè la politica nazionale dovrebbe essere in grado di fare da volano al cambiamento di questo territorio e di questa classe politica, che ha sviluppato delle modalità di gestione del partito, delle risorse economiche e sociali del territorio che non conoscono riscontri nel resto della Regione Marche. Sostengo Veltroni nella speranza che ci sia una possibilità di vedere delle primarie vere nei circoli territoriali piceni, e che i dirigenti del PD siano capaci di accettare concorrenti reali e le eventuali sconfitte. Solo così la credibilità del PD a livello nazionale potrà essere verificata a livello locale.

Soprattutto mi preme esprimere un sostegno a Massimo Rossi, il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno. La sua onestà intellettuale e l’alta visione politica sono state per Grottammare decisive per farne una “piccola città”, capace di pensare a se stessa come ad un laboratorio di un patto sociale nuovo e adi buona politica. Ha portato questa esperienza nella amministrazione provinciale e oggi è ripagato dalla classe dirigente locale del PD in modo discutibile. Molto discutibile. Non basta a giustificare il loro comportamento l’appartenenza di Rossi alla SA ed è un paravento che anteporranno nei prossimi mesi. Perchè il PD avrà anche una vocazione maggioritaria, ma questa non può giustificare la distruzione di buoni progetti politici.